Girolamo Scotto, «Da poi che sott'il ciel cosa non vidi»
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Girolamo Scotto

«Da poi che sott'il ciel cosa non vidi»

incipit duo

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testo

Lingua: italianoPetrarca, Triumphus eternitatisDa poi che sott'il ciel cosa non vidi stabile e ferma tutto sbigottito mi volsi e dissi guard'in cui ti fidi rispose nel signor che mai fallito non ha promess'a chi si fida in lui ma veggio ben che 'l mondo m'ha schernito e sento quel ch'io sono e quel ch'io fui e veggio andar anzi volar il tempo e doler mi vorrei né so di cui ché la colpa è pur mia che più per tempo dovea aprir gli occhi e non tardar al fine ch'a dir il vero omai troppo m'attempo ma tardo non fur mai grazie divine in quelle spero ancor ch'in me faranno alte operazion e pellegrine

Fonti

Scotto (1559), 23: «Da poi che sott'il ciel cosa non vidi»

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